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Statuto e Regolamenti

Regolamento del Rotaract Club di Perugia Est, per l’Anno Sociale 2013/2014

Presidente in carica del Rotaract Club Perugia Est: LUDOVICO MARIA FAGUGLI

Approvato dal Consiglio Direttivo, in data 27/08/2012

Approvato dal Rotary Club Padrino di Perugia Est, in data 27/09/2012

Il presente Regolamento è valido a partire dal 28/09/2012, fino alla successiva delibera di approvazione.


I – ASPETTI GENERALI

Art. 1- DENOMINAZIONE E SEDE DEL CLUB
La presente Associazione è denominata “Rotaract Club Perugia Est”. Soltanto il Rotary Club Padrino ha la facoltà di modificare tale denominazione.
La presente Associazione, ai fini legali, ha sede legale in Perugia (Pg), presso lo Studio del Notaio Luigi Sconocchia Silvestri, alla Via Enzo Valentini n.1.

La sua durata è illimitata.

Il trasferimento della sede sociale non comporta modifica del regolamento.

Art. 2 – ROTARY CLUB PADRINO
Il Rotary Padrino di questo Rotaract è il Rotary Club Perugia Est. Il Rotary Club Padrino è responsabile dell’organizzazione, dell’assistenza e della guida di questo Rotaract Club.

Art.3 – ANNO SOCIALE
L’Anno Sociale ha inizio il 1° Luglio ed ha termine il 30 Giugno dell’anno successivo. Sono ammesse eventuali pause delle attività determinate di volta in volta dal Consiglio Direttivo.

II. IL REGOLAMENTO

Art. 4 – CONGRUENZA DEL REGOLAMENTO
Il presente Regolamento deve essere congruente con le disposizioni dello Statuto dei Club Rotaract e con le norme contenute nelle Linee di Condotta emanate dal Rotary International in riferimento al Rotaract. Deve inoltre essere conforme alle norme Rotaractiane e Rotariane di ordine superiore.
Nel caso in cui, durante lo svolgimento delle attività di questo Club, si verifichino situazioni non contemplate dal presente Regolamento, occorre fare riferimento esclusivamente a quanto disposto dallo Statuto Rotaract, dal Regolamento del Distretto Rotaract 2090 e dal Regolamento del Rotary Club Padrino.

Art. 5 – APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO

All’inizio dell’Anno Sociale, il Consiglio Direttivo stabilisce la data di una riunione, con le modalità previste dall’art. 31 del presente Regolamento, durante la quale procedere alla discussione ed all’approvazione del Regolamento.
Il Regolamento è approvato con voto favorevole della maggioranza dei Dirigenti (membri del Consiglio Direttivo) votanti presenti alla riunione.

Il Regolamento approvato deve essere inviato al Rotary Club Padrino, che ne valuta l’idoneità ai principi dell’Associazione. In assenza di osservazioni nel termine di 30 giorni a far data dall’invio, il regolamento si intende approvato dal Rotary Club Padrino. Il Rotaract Club è tenuto a modificare il Regolamento in modo da accogliere le eventuali osservazioni presentate dal Rotary Club Padrino.

Art. 6 – RISPETTO DEL REGOLAMENTO
Ogni Socio è tenuto ad osservare e far osservare il presente Regolamento. Per quanto non espressamente previsto in questo Regolamento, è comunque necessario che in nessuna occasione il comportamento del Socio sia dannoso all’immagine del Club o del Rotaract stesso. Il Presidente, nel caso di gravi inadempienze, ha la possibilità di inoltrare provvedimenti disciplinari al Socio che se ne sia reso responsabile.

Art. 7 – EMENDAMENTI
Su richiesta di almeno cinque Soci effettivi, può essere convocata una riunione finalizzata ad emendare il presente Regolamento. In tale occasione ciascun Socio può presentare le proprie proposte, che saranno votate dall’Assemblea Generale dei Soci, riunita secondo quanto previsto dall’art. 32 del presente regolamento.
Le modifiche proposte devono essere congruenti con quanto espresso nell’art.4 di questo Regolamento, e sono accettate se ricevono il voto favorevole di almeno i due terzi dei Soci votanti presenti alla suddetta riunione. In ogni caso le modifiche così formulate devono essere segnalate al Rotary Club Padrino, che esprime parere vincolante al fine della loro definitiva adozione.

III. QUALIFICA DI SOCIO

Art. 8 – CARATTERISTICHE DEI SOCI
I soci di questo Club sono giovani uomini e donne di età compresa tra i 18 ed i 30 anni, meritevoli, dotati di buon carattere e di potenziali qualità di leadership. L’appartenenza al Club cesserà inderogabilmente il 30 Giugno dell’Anno Rotaract in cui il Socio compie trent’anni.

Art. 9 – SOCIO EFFETTIVO IN REGOLA
Per ogni Anno Sociale, un Socio è considerato in regola se:

  • rispetta in ogni occasione i principi del Rotaract, così come espressi nel presente Regolamento, nello Statuto del Club e nelle Linee di condotta del Rotaract;
  • ha una età, al momento dell’iscrizione, compresa tra i 18 ed i 30 anni di età;
  • ha partecipato, nell’Anno Sociale precedente, ad almeno il 50% delle riunioni del Club;
  • si trova in regola con il pagamento delle quote sociali.

Non sono ammesse deroghe di alcun tipo alle suddette condizioni, se non quelle previste per i Soci in congedo come indicato nell’Art.13 del presente Regolamento.
Soltanto il Socio effettivo in regola ha il diritto di voto nell’Assemblea Generale dei Soci, e può presentare la propria candidatura alla cariche sociali, se in possesso delle opportune caratteristiche.

Art. 10 – ISCRIZIONE AL NUOVO ANNO SOCIALE
Per un Socio in regola, l’iscrizione al successivo Anno Sociale è tacitamente riconosciuta, a meno che egli esprima volontà di dimissioni entro i tempi previsti dall’art. 16. L’iscrizione al nuovo Anno Sociale comporta l’obbligo del pagamento delle quote sociali.

Art. 11 – SOCIO AMICO
Un socio amico è una persona, di qualunque età purché maggiorenne, ammesso alla frequentazione continuativa degli appuntamenti del Club, in virtù di comportamenti particolarmente meritevoli nei confronti del Club stesso e del Rotaract. I soci amici:

  • non hanno diritto di voto;
  • non possono ricoprire alcuna carica;
  • sono esonerati dal pagamento delle quote sociali.

La nomina di un socio amico è proposta all’Assemblea dei Soci dal Consiglio Direttivo. La nomina è approvata con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei Soci votanti presenti. La qualifica di socio amico deve essere rinnovata per ogni Anno Sociale, e può essere revocata dal Consiglio Direttivo con procedure analoghe a quelle necessarie per la nomina.

Art. 11bis – SOCIO JUNIOR
Un socio junior è una persona, di qualunque età purché minorenne, ammesso alla frequentazione continuativa degli appuntamenti del Club, in virtù di comportamenti particolarmente meritevoli nei confronti del Club stesso e del Rotaract. I soci junior:

  • non hanno diritto di voto;
  • non possono ricoprire alcuna carica;
  • possono assistere le cariche;
  • sono tenuti al pagamento delle quote sociali.

Al termine di un periodo di aspirantato il Consiglio Direttivo può proporre all’Assemblea Generale dei Soci la nomina di un socio junior. Le condizioni necessarie per l’eventuale nomina, le modalità di votazione e di espulsione sono regolate dagli artt.12 e 17 del presente regolamento.
Al compimento della maggiore età il socio junior è ammesso al Club in qualità di effettivo. Il Consiglio Direttivo è tenuto a deliberarne l’ammissione senza ulteriori votazioni.

Art. 12 – FREQUENTATORE ESTERNO E NUOVO SOCIO
Un Socio in regola, dopo aver avvisato il Presidente, può introdurre agli appuntamenti del Club una persona interessata a conoscere le attività del Rotaract. Il Socio presentatore si assume la responsabilità di illustrare al frequentatore esterno i principi del Rotaract, e di porlo a conoscenza delle attività svolte dal Club. Anche un membro del Rotary Club padrino può introdurre una persona di sua conoscenza, ed in tal caso sarà il Presidente del Club Rotaract a farsi carico della formazione e della istruzione del frequentatore.

Nel caso lo desideri, il frequentatore può richiedere al Consiglio Direttivo di essere ammesso come Socio effettivo. Il socio aspirante può presentare domanda di ammissione, attraverso l’invio alla segreteria del modulo appositamente predisposto dal club, solo se:

  • ha partecipato attivamente alle attività del Club per un periodo non inferiore a 5 mesi dalla presentazione;
  • ha preso parte ad almeno 8 delle ultime 15 riunioni del Club;
  • ha partecipato ad almeno un’Assemblea Distrettuale o ad un evento di rilevanza superiore, tenutosi fuori dalla regione di appartenenza del Club.

Per la nomina a socio junior non è richiesto che l’Assemblea si sia tenuta fuori regione.
Non sono ammesse deroghe alle condizioni suddette, salvo voto unanime dei Soci riuniti in Assemblea Ordinaria appositamente convocata.
Nel caso in cui un aspirante Socio risulti consecutivamente assente a quattro riunioni del Club, il computo delle sue presenze si annulla automaticamente, ed egli deve ricominciare dall’inizio il periodo di frequentazione delle riunioni del Club.
Nel caso sussistano le condizioni suddette, per stabilire l’eventuale ammissione del Socio aspirante, l’Assemblea Generale dei Soci, composta per l’occasione dalla maggioranza assoluta dei Soci effettivi e a scrutinio segreto, provvede a votare sull’ammissione dell’aspirante Socio nel Club. Il voto dei Soci deve tenere conto delle capacità e dell’impegno dimostrati dall’aspirante Socio nel corso dell’intero periodo di frequentazione.
L’ammissione dell’aspirante Socio dipende dall’esito della votazione:

  • se l’aspirante Socio riceve il voto contrario di tre o più Soci votanti, egli non è ammesso nel Club e deve rinunciare definitivamente alla frequentazione dello stesso;
  • se l’aspirante socio non riceve voti contrari o se ne riceve solo uno, egli diventa Socio effettivo del Club, non appena provveda a regolare la propria posizione finanziaria nei confronti del Club e del Distretto, come previsto dall’art. 19 del presente Regolamento;
  • se l’aspirante socio riceve il voto contrario di due Soci votanti, egli non è ammesso, ma può continuare a frequentare le riunioni del Club. L’aspirante Socio può presentare nuovamente richiesta di ammissione, a condizione di aver frequentato almeno 5 delle 8 riunioni successive alla votazione precedente, per un periodo non inferiore ai 3 mesi.

L’ammissione dell’aspirante Socio dipende dall’esito della seconda votazione:

  • se l’aspirante Socio riceve il voto contrario di due o più Soci votanti, egli non è ammesso nel Club e deve rinunciare definitivamente alla frequentazione dello stesso;
  • se l’aspirante socio non riceve voti contrari o se ne riceve solo uno, egli diventa Socio effettivo del Club, non appena provveda a regolare la propria posizione finanziaria nei confronti del Club e del Distretto, come previsto dall’art. 19 del presente Regolamento.

Art. 13 – SOCIO IN CONGEDO
Un Socio effettivo che si trovi nell’impossibilità momentanea di frequentare gli appuntamenti del proprio Club, può richiedere la qualifica di Socio in congedo per un periodo di tempo di non inferiore ai 4 mesi e comunque non eccedente l’Anno Sociale. La richiesta deve essere motivata e può essere effettuata in qualsiasi momento, a condizione che il socio abbia partecipato ad numero di Assemblee dei Soci non inferiore al 60% di quelle già tenute.
Tale condizione comporta la sospensione, per il solo periodo del congedo, dei diritti e dei doveri che contraddistinguono i Soci di questo Club. In particolare, durante tale periodo il Socio non ha l’obbligo di partecipazione alle riunioni ed agli appuntamenti del Club, ma non ha diritto di voto nell’Assemblea dei Soci.
La richiesta di congedo deve essere inoltrata al Presidente, che provvede a convocare il Consiglio Direttivo per deliberare sulla richiesta. La richiesta è accettata con il voto favorevole della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo presenti alla votazione. Nel caso in cui il Socio in congedo sia membro del Consiglio Direttivo, egli non può partecipare alla votazione, e nel caso la sua richiesta sia accettata, il Presidente deve provvedere a sostituire la carica congedata.

Un Socio può richiedere il congedo una sola volta durante l’Anno Sociale e non più di due volte nel corso della sua permanenza nel Club. Il Socio in congedo è in ogni caso tenuto a pagare l’intero ammontare della quota sociale.

Art. 14 – CESSAZIONE DELLA QUALIFICA DI SOCIO
Un Socio cessa di appartenere al Club Rotaract nel caso in cui:

  • il Club sia sciolto;
  • compia trenta anni, come previsto nell’art. 8 del presente Regolamento;
  • decida di dimettersi dal Club;
  • subisca una notifica di espulsione da parte del Club.

Art. 15 – TRASFERIMENTO DI UN SOCIO
Un Socio proveniente da un altro Club e che intenda trasferirsi in questo Club, dovrà presentare al Presidente una richiesta di trasferimento, accompagnata da una lettera di presentazione del Presidente del Club di provenienza. In tale lettera dovrà essere contenuta una descrizione delle caratteristiche del Socio e le motivazioni della richiesta di trasferimento. Affinché il trasferimento possa avvenire, è necessario che il Socio abbia regolato la propria posizione finanziaria nei confronti del Rotaract. Il Club non è vincolato all’ammissione del nuovo Socio, ma procede alla valutazione tramite una apposita votazione. Il Socio è ammesso nel Club nel caso riceva il voto favorevole di almeno i due terzi dei Soci presenti votanti. Per procedere alla votazione, è comunque necessario che il Socio proveniente da un altro Club abbia frequentato almeno quattro riunioni del nostro Club. Il Club non potrà accettare in nessun caso domande di iscrizione di Soci espulsi da altri Club.
Nel caso che un Socio di questo Club voglia trasferirsi in un altro Club, il Presidente provvede a compilare una lettera di presentazione analoga alla suddetta, da inviare al Presidente del Club in cui dovrebbe avvenire il trasferimento. La richiesta di trasferimento può essere inoltrata solo dai Soci che abbiano regolato la propria posizione finanziaria nei confronti del Club.
Il Socio accettato da un altro Club cessa automaticamente di essere Socio di questo Club.

Art. 16 – DIMISSIONE DI UN SOCIO
Un Socio che intenda dimettersi dal Club, deve darne comunicazione in forma scritta al Presidente, che provvede ad informare tutti gli altri Soci. Le dimissioni comportano la cessazione dei diritti e dei doveri che contraddistinguono i Soci di questo Club. Il Socio dimissionario non è più tenuto al pagamento della quota sociale a partire dall’Anno Sociale successivo a quello in cui è avvenuta la comunicazione di dimissioni. Tuttavia, nel caso in cui la comunicazione di dimissione al Presidente avvenga successivamente alla data prevista per la comunicazione dell’elenco dei Soci ai responsabili del Distretto che si occupano dell’edizione dell’Annuario, il Socio dimissionario è tenuto al versamento della quota sociale relativa al successivo Anno Sociale. Su proposta del consiglio direttivo il Club può rifiutare le dimissioni.

Art. 17 – ESPULSIONE DI UN SOCIO

Il Presidente può proporre al Club, tramite comunicazione scritta, l’espulsione di un Socio effettivo che si sia reso responsabile di comportamenti particolarmente lesivi nei confronti del Club o del Rotaract. L’istanza di espulsione può essere presentata al Consiglio Direttivo, in forma scritta, anche da un numero di Soci in regola non inferiore a cinque.

La richiesta di espulsione deve essere adeguatamente motivata, e deve essere inerente alle seguenti motivazioni:

  • inosservanza dei principi e degli ideali del Rotaract;
  • violazione ingiustificata delle regole di frequenza agli appuntamenti del Club;
  • inadempienza di un Dirigente ai propri doveri nei confronti del Club.

A seguito della richiesta di espulsione, deve essere convocata una riunione nella quale l’Assemblea dei Soci vota l’eventuale espulsione. A tale Assemblea il Socio in via di espulsione può presentare una dichiarazione, anche in forma scritta, per giustificare o smentire gli atteggiamenti che hanno comportato tale procedimento.
Alla successiva votazione non può partecipare il Socio in via di espulsione. Il Socio viene espulso dal Club se tre o più dei Soci presenti votanti si esprime a favore dell’espulsione.
Oltre alle circostanze suddette, l’espulsione di un Socio è necessaria nel caso di mancato adempimento degli obblighi finanziari verso il Club o verso il Distretto, in accordo con quanto previsto dall’art. 20 del presente Regolamento.
In tali condizioni, il Consiglio Direttivo è tenuto a deliberare l’espulsione del Socio senza necessità della proposta di espulsione e della relativa votazione.
La comunicazione dell’avvenuta espulsione deve essere inviata a tutti i Soci ed il Presidente deve comunicare in forma scritta l’avvenuta espulsione al Socio interessato. Il Socio escluso perde il diritto a qualsiasi carica ricoperta fino a quel momento.
Il Socio espulso non potrà più far parte di questo Club Rotaract, e deve riconsegnare al Club tutti gli oggetti di proprietà del Club (tra cui la spilletta consegnata in occasione della cerimonia ufficiale di ammissione nel Club). Il Rotary Club Padrino dovrà essere informato della avvenuta espulsione del Socio e delle motivazioni di tale provvedimento.

IV. ASPETTI FINANZIARI

Art. 18 – QUOTA DI ISCRIZIONE
Ciascun Socio effettivo, per essere considerato in regola ed acquisire quindi il diritto alla frequentazione delle riunioni del Club e alla partecipazione agli eventi Rotaract, è tenuto a pagare una quota associativa. Il pagamento della quota sociale deve avvenire in soluzione unica.
All’inizio dell’Anno Sociale, il Consiglio Direttivo del Club si riunisce per stabilire l’entità della quota ed i termini ultimi per il pagamento. Il Tesoriere si occupa della riscossione delle quote sociali e del rilascio delle relative ricevute; egli si produce inoltre affinché ciascun Socio provveda entro le scadenze previste. Nel caso di pagamenti ritardati, vengono a determinarsi automaticamente dei contributi di mora, così come descritto nell’art. 20.

Art. 19 – TASSA DI AMMISSIONE 

I nuovi Soci ammessi nel Club, diventano Soci effettivi solo dopo il pagamento di una tassa di ammissione, la cui entità è decisa dal Consiglio Direttivo congiuntamente all’entità della quota sociale. La tassa di ammissione comprende tutti gli oneri finanziari fino al termine dell’Anno Sociale in cui è avvenuta l’ammissione del nuovo Socio. A partire dal successivo Anno Sociale, il nuovo Socio è invece tenuto al pagamento della ordinaria quota di iscrizione.

Art. 20 – SOCIO MOROSO
Il Socio che, entro i 30 giorni successivi alla scadenza fissata dal Consiglio Direttivo per il pagamento della quota sociale, non abbia rispettato i propri obblighi finanziari verso il Rotaract, è considerato moroso. Il Socio moroso perde il diritto di voto fino a quando non provveda a regolare la propria situazione finanziaria. In tale condizione, il Consiglio Direttivo provvede a stabilire un termine ultimo, comunque non superiore al novantesimo giorno successivo alla scadenza fissata per il pagamento della quota sociale, entro il quale il Socio moroso dovrà regolare la sua posizione. Oltre alla quota fissata dal Consiglio Direttivo, il Socio moroso è tenuto a versare una maggiorazione del 50% della quota sociale a titolo di mora. Il Tesoriere, non appena si sia verificata la morosità, provvede ad un sollecito scritto in cui informa e richiama il Socio moroso.
Se il Socio non regolarizza la propria posizione nemmeno entro l’ultimo termine concessogli, il Socio è espulso dal Club, in accordo con le modalità previste dall’art. 17 del presente Regolamento.

Art. 21 – RIMBORSI
Il Tesoriere ha il compito di effettuare rimborsi ai Soci che ne hanno diritto. Le tipologie di rimborsi ammessi devono essere specificati, all’inizio di ogni Anno Sociale, dal Consiglio Direttivo, che ne deve dare comunicazione ai Soci. Le modifiche e le integrazioni alle spese rimborsabili devono essere decise dal Consiglio Direttivo.

V. ORGANIZZAZIONE DEL CLUB

Art. 22 – ORGANI DEL CLUB
L’organizzazione del Club prevede i seguenti organi:

  • il Consiglio Direttivo;
  • l’Assemblea Generale dei Soci;
  • le Commissioni;
  • le Delegazioni Speciali.

Art. 23 – CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo ha il compito di organizzare l’attività e le iniziative del Club. A tale scopo il Consiglio Direttivo ha facoltà di deliberare in nome del Club, con le modalità previste da questo Regolamento. I membri del Consiglio Direttivo sono definiti Dirigenti del Club.
Il Consiglio Direttivo è composto da:

  • Presidente;
  • Vice Presidente;
  • Past President;
  • Segretario;
  • Prefetto;
  • Tesoriere.

A far parte del Consiglio Direttivo sono nominati anche alcuni Consiglieri, il cui numero è deciso dal Presidente eletto.
Ciascuna di queste cariche deve essere assunta da un Socio differente, tuttavia un Dirigente può far parte di Commissioni e Delegazioni Speciali. I Dirigenti del Club sono scelti direttamente dal Presidente eletto, tra i Soci effettivi al momento della sua elezione. La durata del mandato di ciascun Dirigente coincide con l’Anno Sociale.

Art. 24 – ELEZIONI DEL PRESIDENTE
Entro il 1° Marzo deve essere eletto il futuro Presidente del Club, che entrerà in carica il primo giorno del nuovo Anno Sociale.
Il Consiglio Direttivo fissa con sufficiente anticipo la data delle elezioni, e convoca una riunione in tale data. Può presentare la propria candidatura a dirigente ciascun Socio, regolarmente inserito nell’Annuario Rotaract, che nel corso della propria permanenza nel Club abbia già ricoperto il ruolo di Dirigente del Club. Nel caso in cui non ci siano candidati che abbiano già ricoperto il ruolo di Dirigente, è ammessa la candidatura di qualunque Socio effettivo, iscritto al Club da almeno un anno e regolarmente inserito in Annuario. Tale candidatura deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo, in forma scritta, almeno quindici giorni prima la data fissata per le elezioni.
L’Assemblea Generale dei Soci sceglie il Presidente tra i candidati, durante la riunione appositamente convocata. Nel caso un Socio effettivo non possa essere presente alla votazione, non è ammessa alcuna delega ad altra persona interna od esterna al Club.
Le operazioni di voto sono gestite dal Presidente in carica, con la supervisione dell’intero Consiglio Direttivo.
Si considera eletto il candidato che ha ricevuto la maggioranza dei voti dei Soci presenti votanti. Nel caso di numero uguale di voti tra due o più candidati, si procede al ballottaggio.
Il nuovo Presidente, entro 30 giorni dalla sua elezione, sceglie i futuri Dirigenti tra i Soci effettivi al momento della sua elezione.

Art. 25 – COMPITI DEI DIRIGENTI

  • PRESIDENTE – Il Presidente dovrà presiedere tutte le riunioni del Club e del Consiglio Direttivo. Dopo la sua elezione, il Presidente nomina gli altri Dirigenti del Consiglio Direttivo, le Commissioni permanenti e speciali, e le Delegazioni Speciali.
    Nel caso si crei un posto vacante in tali organi, nominerà un Socio che provvederà a coprire tale posto. Il Presidente è membro ex officio di tutte le Commissioni. Manterrà i rapporti con il Rotary Club Padrino, con il Rappresentante Distrettuale Rotaract e con gli altri Club del Distretto, assicurandosi che siano costantemente informati su tutte le attività promosse dal Club.
  • VICE PRESIDENTE – Il Vicepresidente succederà al Presidente nel caso in cui questi perda la sua carica per una qualunque causa e, nel caso di assenza del Presidente, presiederà a tutte le riunioni del Club e del Consiglio Direttivo. Nel caso in cui il Consiglio Direttivo decida di richiedere l’espulsione del Presidente, il Vicepresidente ne assume il ruolo nei compiti previsti dall’art. 17 di questo Regolamento. In presenza di più Vice Presidenti prevale quello con maggiore anzianità associativa.

PAST PRESIDENT – Ha il compito di verificare l’operato del Consiglio Direttivo e lo consiglia nelle varie decisioni vista la sua esperienza.

SEGRETARIO – Il Segretario conserva l’archivio del Club e tutti i documenti. Redige una copia scritta dei verbali di tutte le riunioni del Club e del Consiglio Direttivo e ne invia copia al Presidente della Commissione per il Rotaract del Rotary Club Padrino. Una copia del verbale della riunione deve essere inoltrata a tutti i Soci del Club.
Il Segretario si occupa della convocazione dei Soci per le riunioni del Club e per gli eventi Rotaract.

PREFETTO – Il Prefetto si occupa di tutte le mansioni organizzative relative agli appuntamenti e agli eventi conviviali organizzati dal Club. Egli si occupa del cerimoniale e delle relazioni pubbliche. Egli è inoltre il depositario delle presenze.

TESORIERE – Il Tesoriere custodisce tutti i fondi del Club, tenendo tutta la necessaria documentazione contabile e depositando interamente tali fondi in una banca designata dal Consiglio Direttivo. Ad ogni riunione del Club relaziona circa la situazione finanziaria del Club e tiene tutta la documentazione contabile a disposizione di ciascun Socio del Club che  desideri consultarla.
Egli raccoglie le quote sociali versate dai Soci ed al momento del ricevimento delle sottoscrizioni rilascia regolare ricevuta da lui firmata per quanto pagato. Nel caso di morosità di un Socio, egli è tenuto a sollecitarlo costantemente per la regolarizzazione della propria posizione.
Egli deve inoltre versare la quota dovuta dal Club al Distretto, entro i termini fissati in sede Distrettuale.

Art. 26 – USCITA DI UN DIRIGENTE DAL CONSIGLIO DIRETTIVO

Un Dirigente può uscire dal Consiglio Direttivo nel caso in cui:

  • abbia ottenuto il trasferimento in un altro Club;
  • abbia ottenuto il congedo dal Club;
  • decida di dimettersi dal proprio ruolo di Dirigente;
  • venga escluso dal Consiglio Direttivo per condotta non consona al proprio ruolo.

Le dimissioni o l’esclusione dal ruolo di Dirigente non comportano l’uscita dal Club, mentre, ovviamente, le dimissioni o l’esclusione di un Socio dal Club comportano la cessazione del ruolo di Dirigente.
Un Dirigente che intenda dimettersi dal Consiglio Direttivo, deve darne comunicazione al Presidente, che provvede ad informare tutti gli altri Dirigenti.

Il Presidente può proporre al Consiglio Direttivo l’esclusione di un Dirigente che si sia reso responsabile di comportamenti non consoni al suo ruolo. A seguito della richiesta di esclusione, deve essere convocata una riunione del Consiglio Direttivo, nella quale votare l’eventuale esclusione. A tale Assemblea il Dirigente in via di esclusione può presentare una dichiarazione per giustificare o smentire gli atteggiamenti che hanno comportato tale procedimento.

Alla successiva votazione non può partecipare il Dirigente in via di esclusione. Il Dirigente viene escluso dal Consiglio Direttivo se oltre il 75% dei Dirigenti votanti si esprime a favore dell’esclusione.

Art. 27 – ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI
L’Assemblea Generale dei Soci è costituita da tutti i Soci effettivi del Club. Tale organo ha lo scopo di eleggere il Presidente e di deliberare a riguardo delle questioni interne del Club, con le modalità descritte nel presente Regolamento.

Art. 28– COMMISSIONI
Il Presidente può nominare alcune Commissioni che saranno composte da Soci del Club, scelti dal Presidente stesso. Possono essere istituite sia Commissioni permanenti sia Commissioni speciali.
Le Commissioni permanenti restano attive per l’intera durata dell’Anno Sociale. Alcune possibili Commissioni permanenti sono indicate di seguito:

  • azione interna: commissione responsabile della partecipazione, dei Soci, dei programmi, delle amicizie, delle pubbliche relazioni e di tutte quelle questioni ritenute di competenza;
  • sviluppo professionale: commissione responsabile dello sviluppo di un programma mirato a fornire informazione su di un ampio spaccato delle attività e delle professioni e di stimolare la consapevolezza e il rispetto di elevati principi etici negli affari e nella vita professionale;
  • azione di pubblico interesse: commissione che ha la responsabilità di promuovere la conoscenza e la comprensione dei bisogni, dei problemi e delle opportunità a livello locale e di formulare e sviluppare attività adeguate per servire la comunità (inclusa la comunità universitaria);
  • azione internazionale: responsabile della promozione della conoscenza e della comprensione delle esigenze, dei problemi e delle opportunità nel mondo e dello sviluppo di attività di servizio per promuovere la comprensione internazionale e lo spirito di fratellanza tra tutti i popoli;
  • finanze: commissione che indica vie e metodi per finanziare ognuna delle attività del Club che necessitano di fondi, in collaborazione con la commissione interessata.

Le Commissioni speciali sono costituite con un preciso compito, e si differenziano dalle Commissioni permanenti per la durata dell’incarico: una volta terminato l’incarico per il quale è stata predisposta (e comunque al termine dell’Anno Sociale), il Presidente dichiara automaticamente sciolta la Commissione speciale. Possono far parte delle commissioni speciali anche persone esterne al club nominate dal Presidente purché in numero inferiore alla maggioranza dei membri.

Art. 29 – DELEGAZIONI SPECIALI
Durante il proprio mandato, il Presidente ha la facoltà di affidare un compito specifico ad una Delegazione speciale, i cui componenti devono essere scelti tra i Soci effettivi del Club. Il Presidente, nel corso del suo mandato, può scegliere fino a tre Delegazioni Speciali. Il ruolo delle Delegazioni cessa al termine dell’incarico affidato, oppure per decisione del Presidente. In ogni caso il ruolo della Delegazione ha termine alla conclusione dell’Anno Sociale.

VI. RIUNIONI

Art. 30 – TIPOLOGIE DI RIUNIONE
L’Assemblea Generale dei Soci si riunisce almeno due volte al mese, nei luoghi e nelle date opportunamente stabilite dal Consiglio Direttivo, che si occupa di darne comunicazione a ciascun Socio. Alle riunioni sono ammessi a partecipare tutti i membri dell’Assemblea (cioè i Soci effettivi del Club), gli aspiranti soci, i Soci amici, i Soci onorari e chiunque sia stato a tale scopo invitato dal Presidente.

Le riunioni sono convocate dal Consiglio Direttivo, con le modalità previste dall’art. 31.
Il Consiglio Direttivo deve inoltre riunirsi separatamente dall’Assemblea, ogni volta che ve ne sia necessità.

Art. 31 – CONVOCAZIONE
La data di ogni riunione è fissata dal Consiglio Direttivo al termine della riunione precedente. Tale data è confermata e comunicata con ragionevole anticipo ai Soci.

Art. 32 – QUORUM
Affinché una riunione possa essere considerata valida è necessaria la presenza di almeno un terzo dei Soci effettivi del Club, tra cui il Presidente o un membro del Consiglio Direttivo da egli delegato.
Per le votazioni di cui agli artt. 7, 11bis e 12 del presente regolamento è invece necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei Soci effettivi del Club alla riunione.
Nel caso in cui il quorum sia raggiunto, i Soci presenti sono considerati votanti, cioè ammessi alle eventuali votazioni. Nel caso in cui la riunione non raggiunga il quorum, non è possibile procedere alla riunione, ed è necessario convocare una ulteriore riunione.
Una riunione del Consiglio Direttivo è considerata valida se sono presenti il Presidente (o il Vicepresidente) ed altri tre membri del Consiglio Direttivo.
Nel caso in cui una riunione dell’Assemblea Generale dei Soci non possa essere considerata valida, il Segretario invia opportuna comunicazione ai Soci del Club e procede alla convocazione di una nuova riunione.

Art. 33 – SVOLGIMENTO DELLE RIUNIONI DELL’ASSEMBLEA
In apertura della riunione, il Segretario o un altro Dirigente procede al computo dei Soci presenti e alla dichiarazione di validità della riunione. Nel caso in cui un partecipante alla riunione arrivi in ritardo o lasci la riunione prima della sua effettiva conclusione, il Presidente (o il suo delegato) potrà ritenere non valida tale presenza ai fini del computo complessivo delle partecipazioni.
Il Segretario è tenuto alla redazione di un verbale della riunione, che dovrà essere inviato a ciascun Socio.

Art. 34– PARTECIPAZIONE A RIUNIONI DI ALTRI CLUB
Un Socio impossibilitato a frequentare una riunione di questo Club, può compensare tale assenza seguendo una riunione di un qualsiasi altro Club Rotaract, nelle due settimane antecedenti o successive alla riunione alla quale non ha partecipato. A tal fine il Socio deve avvisare il Presidente del Club di appartenenza che invia comunicazione al Club ospitante. Il Socio deve richiedere al Consiglio Direttivo del Club ospitante una comunicazione che ne attesti l’avvenuta frequentazione per ciascuna delle riunioni seguite e provvedere alla trasmissione della stessa alla segreteria di questo Rotaract Club nel termine ultimo di ventuno giorni dalla riunione alla quale non ha partecipato. La riunione seguita presso un altro Rotaract Club, tempestivamente certificata, è valida ai fini del computo delle riunioni seguite dal Socio nel corso dell’Anno Sociale.

Art. 35 – VOTAZIONI
Le votazioni hanno luogo nel corso di riunioni opportunamente convocate e di cui sia stata data comunicazione ai Soci. I Soci effettivi presenti alla votazione sono definiti Soci presenti votanti. Ogni Socio votante ha diritto ad un solo voto. Non è ammessa alcuna delega da parte dei Soci che non possano partecipare personalmente alle votazioni. Le votazioni avvengono a scrutinio segreto, salvo diverso accordo tra tutti i Soci votanti. Gli esiti di ciascun voto sono determinati in base a quanto specificato negli articoli di questo Regolamento relativi ai diversi argomenti oggetti di voto.

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DISTRETTO ROTARACT 2090° “ABRUZZO- MARCHE-MOLISE-UMBRIA” REGOLAMENTO DISTRETTUALE

LIBRO I Del Distretto

TITOLO I
Delle Nozioni Preliminari

Art. 1: Costituzione

In conformità alle decisioni del Consiglio Centrale del Rotary International, i Club Rotaract delle regioni italiane Abruzzo, Marche, Umbria e Molise sono raggruppati in un Distretto denominato “Distretto Rotaract 2090” sotto il patrocinio del Distretto 2090 del Rotary International.

Art. 2: Finalità e scopi

Il Distretto non persegue alcuno scopo di lucro e tende in particolare al conseguimento delle seguenti finalità:

  • curare e vigilare sul rispetto degli obiettivi fondamentali del Rotaract International stabiliti dal Rotary International
  • favorire il coordinamento delle attività di tutti i Club appartenenti al Distretto, indicando le eventuali iniziative comuni
  • incrementare i rapporti di cooperazione e collaborazione con altri Distretti e Club Rotaract.

Le suddette finalità, in conformità allo Statuto del Rotary International, sono volte al raggiungimento dei seguenti scopi:

  • sviluppare una costruttiva attitudine a funzioni direttive e la probità personale,
  • incoraggiare e mettere in pratica il rispetto e la sollecitudine verso gli altri
  • far capire sempre più l’importanza della casa e della famiglia ed educare al senso di lealtà verso il proprio Paese
  • coltivare il rispetto per i diritti degli altri, basato sul riconoscimento della dignità di ogni individuo
  • sottolineare la necessità di accettare le proprie responsabilità personali come base per il successo individuale, per il progresso della comunità e per utili attività di gruppo
  • riconoscere la dignità e il valore di tutte le occupazioni quali mezzi utili per servire la società
  • favorire il raggiungimento di una maggiore comprensione e conoscenza dei problemi locali, nazionali e mondiali
  • aprire nuove strade all’azione personale del gruppo a favore della comprensione
  • internazionale e della fratellanza fra tutti i popoli.

Art. 3: Anno Sociale

L’anno sociale coincide con l’anno sociale rotariano: inizia il 1° luglio di ogni anno per concludersi il 30 giugno dell’anno successivo.

Art. 4: Soci del Distretto

Sono soci tutti i soci effettivi dei Club del Distretto, di età compresa tra 18 e 30 anni e che rispondono ai requisiti di cui all’art. 4 comma 1 e art. 4 comma 5 dello Statuto Tipo del Rotaract e al punto 2 della Linea di Condotta imposta ai Club Rotaract dal Consiglio Centrale del Rotary International.

Chi al 30 giugno avrà compiuto i 30 anni di età, cesserà tassativamente lo stesso giorno di appartenere al Rotaract.

In caso di cessazione o revoca dell’appartenenza di un socio al suo Club, di cui all’art. 4 comma 6 dello Statuto Tipo del Rotaract, cessa automaticamente l’appartenenza dello stesso al Distretto. Questo non accade nei casi di trasferimento tra Club del Distretto e nei casi di congedo e di aspettativa: sono casi in cui permane l’obbligo del pagamento delle rispettive quote sociali distrettuali.

Art. 5: Trasferimento di un socio effettivo

Per trasferimento di un socio effettivo si intende la variazione diretta e immediata della sua iscrizione da un Club Rotaract a un altro, senza cioè che il socio debba rassegnare le proprie dimissioni dal Club d’origine e, in virtù del fatto che questo è da ritenersi già in possesso dei requisiti di cui all’art. 4 comma 1 dello Statuto del Distretto Rotaract 2090 e al punto 2 della Linea di Condotta imposta ai Club Rotaract dal Consiglio Centrale del Rotary International, senza che debba trascorrere il periodo di aspirantato presso il Club di destinazione. Può richiedere il trasferimento, per fondati e validi motivi, il socio effettivo che sia in regola con i propri oneri finanziari nei confronti del proprio Club fino all’anno sociale corrente.

La richiesta di trasferimento va presentata dal socio effettivo interessato in forma scritta al Presidente del Club di destinazione e al Presidente del Club di origine.

Tra Club di questo Distretto, il trasferimento di un socio effettivo avrà efficacia dopo che il Presidente del Club di destinazione, vincolato da delibera da parte dell’Assemblea dei Soci del proprio Club, avrà dato formalmente per iscritto risposta favorevole, comunicandola per conoscenza anche al Presidente del Club di provenienza.

Il socio effettivo trasferito entro l’anno sociale per il quale è in regola presso il Club di provenienza non dovrà corrispondere alcuna quota al Club di destinazione e sarà da considerarsi pertanto in regola anche presso quest’ultimo fino al termine dell’anno sociale in cui ha trovato efficacia il trasferimento.

Art. 6: Aspiranti soci dei Club

Gli aspiranti soci dei Club del Distretto sono tenuti a partecipare alle attività di Club per un periodo discrezionalmente e ragionevolmente stabilito di volta in volta dai rispettivi Club.

Art. 7: Soci onorari del Distretto

Possono essere nominati soci onorari del Distretto, su proposta del Rappresentante Distrettuale o dei 2/3 del Consiglio dei Presidenti, coloro che si sono contraddistinti per eccezionali meriti in attività distrettuali. I soci onorari sono eletti dal Consiglio Direttivo Distrettuale a maggioranza semplice. I soci onorari del Distretto hanno diritto a essere informati sulle attività distrettuali, cui possono prendere parte come osservatori. Eventuali presenze o partecipazioni ad attività distrettuali non graveranno sul bilancio del Distretto.

Art. 8: Gestione e amministrazione del Distretto

La gestione e l’amministrazione del Distretto sono affidate agli organi distrettuali, secondo le loro specifiche funzioni e competenze, secondo la struttura gerarchica distrettuale in cui sono inseriti e secondo le procedure disciplinate da questo Regolamento e dalle norme rotaractiane e rotariane di ordine superiore.

TITOLO II
Degli organi del Distretto

Art. 9: Gli organi del Distretto

Gli organi del Distretto sono: il Consiglio Direttivo Distrettuale e a loro volta i suoi organi individuali e collegiali, il Consiglio dei Presidenti, le Zone e le Riunioni di Zona, le Commissioni Distrettuali, l’Assemblea Distrettuale.

CAPO I
Del Consiglio Direttivo Distrettuale e dei Suoi Organi

Art. 10: Composizione del Consiglio Direttivo Distrettuale

Il Consiglio Direttivo Distrettuale – in prosieguo, per brevità, C.D.D. – si articola nei seguenti organi collegiali e individuali: la Presidenza, la Segreteria Distrettuale, i Consiglieri Distrettuali, la Tesoreria Distrettuale, la Prefettura Distrettuale, i Delegati di Zona, i Presidenti delle Commissioni Distrettuali. Ad eccezione dell’Incoming Rappresentante Distrettuale e del Past Rappresentante Distrettuale i membri del C.D.D. sono nominati dal Rappresentante Distrettuale tra i soci in regola del Distretto, almeno 15 giorni prima della sua entrata in carica. Sempre ad eccezione degli stessi l’appartenenza al C.D.D. cessa per dimissioni proprie o per revoca da parte del Rappresentante Distrettuale.

Art. 11: Competenze generali del Consiglio Direttivo Distrettuale

Il C.D.D. nel suo complesso è il principale organo consultivo e collaborativo del Rappresentante Distrettuale. Le sue generali competenze sono amministrative in materia di Segreteria e di Tesoreria Distrettuali, oltreché, nello specifico, in materia di gestione dei rapporti tra gli organi distrettuali e tra Club interni al Distretto e in materia di rapporti con gli altri distretti Rotaract. Sul piano esecutivo, negli organi individuali e collegiali in cui è articolato, ha il compito di porre in essere le disposizioni del Rappresentante Distrettuale e le deliberazioni del Consiglio dei Presidenti.

Art. 12: la Presidenza del Consiglio Direttivo Distrettuale

La Presidenza del C.D.D. è l’organo consultivo più diretto del Rappresentante Distrettuale. La sua principale funzione è di indirizzo in materia di gestione del Distretto. I suoi membri sono: il Rappresentante Distrettuale (Governor), l’Incoming Rappresentante Distrettuale (Incoming Governor), il Past Rappresentante Distrettuale (Past Governor).

Art. 13: Il Rappresentante Distrettuale (Governor)

Il Rappresentante Distrettuale – in prosieguo, per brevità, R.D. –, eletto dal Consiglio dei Presidenti, ricopre la più alta carica elettiva distrettuale per un mandato la cui durata coincide con l’anno sociale. Egli, secondo la nozione, ha il compito di rappresentare il Distretto nelle attività distrettuali e sovra distrettuali rotaractiane e rotariane. Ha inoltre il compito di curare le relazioni con gli altri Distretti Rotaract, con il Distretto Rotary 2090, con il Distretto Interact 2090 e con la Sede Centrale del Rotary International. Stabilisce il programma annuale del Distretto e dispone, in subordine al Governatore del Distretto Rotary 2090, in materia di gestione del Distretto. Coordina l’attività dei Club, delle Zone e degli altri organi del Distretto per il raggiungimento delle finalità stabilite dal programma annuale, da questo Regolamento e dalle altre norme rotaractiane e rotariane di ordine superiore. A questo scopo ha il compito di convocare, riunire e presiedere il C.D.D. e l’Assemblea Distrettuale, e di visitare per almeno una volta nel corso dell’anno sociale ogni Club del Distretto incontrandone il Consiglio Direttivo.

Redige collegialmente e solidalmente alla Tesoreria Distrettuale il bilancio di previsione per sottoporlo all’approvazione da parte del Consiglio dei Presidenti. Vigila sul comportamento, sull’operato e sull’osservanza delle norme rotaractiane e rotariane da parte dei membri del C.D.D. e dei Presidenti dei Club del Distretto. Nell’esercizio delle proprie funzioni e nell’interesse del Distretto, può variare la composizione del C.D.D., ad eccezione dell’Incoming R.D. e del Past R.D..

Gli competono inoltre tutte le altre funzioni di cui in questo Regolamento e secondo le norme rotaractiane e rotariane di ordine superiore.

Il R.D., infine, rende conto dell’operato proprio e degli organi distrettuali ed in generale dell’attività del Distretto al Governatore del Distretto Rotary 2090.

La carica di R.D. è incompatibile con quella di Presidente di Club e con quella di D.Z.

Art. 14: Il Rappresentante Distrettuale Incoming (Incoming Governor)

L’Incoming R.D. è, secondo la nozione, il R.D. designato per l’anno sociale successivo a quello corrente.

Egli è membro del C.D.D. e della sua Presidenza in preparazione al proprio mandato e ai fini della continuità gestionale del Distretto. La durata del suo mandato coincide con l’anno sociale.

La carica di Incoming R.D. è incompatibile con ogni altra carica distrettuale o di Club. Può sostituire il R.D. nei casi indicati dall’art. 67 del presente Regolamento.

Art. 15: Il Past Rappresentante Distrettuale (Past Governor)

Il Past R.D. è, secondo la nozione, il R.D. in carica nell’anno sociale precedente a quello corrente. Egli è membro del C.D.D. e della sua Presidenza ai fini della continuità gestionale del Distretto.

La durata del suo mandato coincide con l’anno sociale.

Nel caso il R.D. abbia compiuto 30 anni di età entro il proprio mandato, non potrà far parte del C.D.D. e, secondo quanto chiarito dalla Commissione mondiale per il Rotaract, l’organizzazione distrettuale Rotaract sarà da ritenersi validamente costituita anche senza tale presenza.

Art. 16: La Segreteria Distrettuale

La Segreteria Distrettuale è l’organo amministrativo del Distretto al servizio del R.D. e degli altri organi del C.D.D.. I suoi membri sono il Segretario Generale, da cui è presieduta, ed eventualmente, qualora vi fossero, gli altri Segretari Distrettuali.

Essa ha nel suo complesso il compito di redigere i verbali delle riunioni del C.D.D. e dell’Assemblea Distrettuale in forma ordinaria e straordinaria, e di custodire tutti i documenti del Distretto ed i documenti dei Club di interesse distrettuale.

Sempre nel suo complesso cura la corrispondenza degli organi del C.D.D. in entrata e in uscita nei confronti dei singoli Club, degli altri Distretti e del Distretto Rotary 2090. Esegue inoltre le convocazioni per le riunioni del C.D.D. e dell’Assemblea Distrettuale in forma ordinaria e straordinaria ed invia tutte le eventuali comunicazioni previste.

Le competono inoltre tutte le altre funzioni di cui in questo Regolamento ed è tenuta ad espletare ogni compito straordinario assegnatole dal R.D.

La carica di Segretario Generale può essere rivestita dai soci in regola presenti da almeno due anni in annuario e che abbiano già ricoperto una carica nel Consiglio Direttivo del proprio Club Tale carica è incompatibile con quella di Presidente di Club.

Art. 17: Il Segretario Generale

Il Segretario Generale, in quanto primo Segretario Distrettuale, presiede la Segreteria Distrettuale.

Egli ha il compito di indirizzare e coordinare il lavoro della Segreteria Distrettuale su fedele base delle disposizioni del R.D.

Rende conto al R.D. dell’operato proprio, degli altri Segretari Distrettuali e della Segreteria Distrettuale nel suo complesso.

Art. 18: Gli altri Segretari Distrettuali

Gli altri Segretari Distrettuali svolgono le funzioni di Segreteria secondo le disposizioni del Segretario Generale, cui rendono conto del proprio operato.

La carica di Segretario è incompatibile con quella di Presidente di Club e può essere rivestita dai soci in regola presenti da almeno due anni in annuario.

Art. 19: La Tesoreria Distrettuale

La Tesoreria Distrettuale è l’organo amministrativo che gestisce i fondi del Distretto, secondo la deliberazioni del Consiglio dei Presidenti e le disposizioni del R.R.D. Essa è costituita da un solo Tesoriere Distrettuale, il quale è personalmente illimitatamente e solidalmente al R.D. responsabile della gestione dei fondi distrettuali e delle obbligazioni contratte nel nome e per conto del Distretto.

Nello svolgimento delle proprie mansioni può nominare uno o più assistenti.

Inoltre il Tesoriere Distrettuale prepara con il R.R.D. il bilancio preventivo da sottoporre al Consiglio dei Presidenti, redige il bilancio infrannuale e il bilancio consuntivo. Tale carica può essere rivestita dai soci in regola con il Distretto presenti in annuario almeno da due anni e che abbiano già ricoperto una carica nel Consiglio Direttivo del proprio Club.

La carica di Tesoriere Distrettuale è incompatibile con quella di Presidente di Club.

Art. 20: Il Prefetto distrettuale

Il Prefetto Distrettuale è il responsabile del cerimoniale del Distretto, sovrintende l’organizzazione delle Assemblee Distrettuali, cura l’accoglienza degli ospiti durante le occasioni ufficiali e custodisce i segni e le effigi del Distretto.

Tale carica può essere rivestita dai soci in regola con il Distretto presenti in annuario almeno da due anni e che abbiano già ricoperto una carica nel Consiglio Direttivo del proprio Club. La carica è incompatibile con quella di Presidente di Club.

Art. 21: I Consiglieri Distrettuali

I Consiglieri Distrettuali sono i membri del C.D.D. diversi da quelli predetti.

Essi possono avere funzione puramente consultiva oppure essere delegati a specifiche funzioni dal R.D., cui comunque rendono conto del proprio operato.

Art. 22: I Delegati di Zona

I Delegati di Zona – in prosieguo, per brevità, D.Z. – rappresentano il Distretto e la persona del R.D. presso i Club della propria Zona. Sono nominati dal R.D. tra i soci effettivi ed in regola con il Distretto che abbiano ricoperto la carica di Presidente di Club. La durata del loro mandato coincide con l’anno sociale.

La carica di D.Z. è incompatibile con quella di Presidente di Club.

Il D.Z. ha il compito di coordinare l’attività dei Club della propria Zona in armonia con le attività distrettuali. A questo scopo ha il compito di visitare per almeno una volta nel corso dell’anno sociale ogni Club della propria Zona. Egli ha altresì il compito di convocare, riunire e presiedere, almeno su base mensile, le Riunioni di Zona per esaminare la situazione delle attività e programmare eventuali azioni comuni ivi inclusa l’organizzazione di interclub. Il D.Z. ha inoltre il compito di vigilare sul comportamento e di relazionare al R.D. in merito alle attività ed allo status generale dei suddetti Club. Ciascun D.Z. opera sulla base delle disposizioni del R.D. al quale deve rendere conto del proprio operato.

Art. 23: Le Commissioni Distrettuali

Il R.D. deve nominare le seguenti Commissioni permanenti:

1. Azione Interna. Questa Commissione ha la responsabilità della frequenza, dell’effettivo, dei programmi, delle amicizie, delle pubbliche relazioni e di tutte le materie ritenute di competenza.

2. Azione Internazionale. Questa Commissione ha la responsabilità di promuovere la conoscenza e la comprensione di esigenze, problemi e opportunità a livello mondiale e di sviluppare attività di servizio per promuovere la comprensione internazionale e lo spirito di fratellanza tra tutti i popoli.

3. Azione Pubblico Interesse. Questa Commissione ha la responsabilità di promuovere la conoscenza e la comprensione di esigenze, problemi e opportunità a livello locale e di formulare e di sviluppare attività adeguate per servire la comunità (inclusa la comunità universitaria).

4. Azione Professionale. Questa Commissione ha la responsabilità di sviluppare un programma mirato a fornire informazione su un ampio spaccato di attività e professioni e di stimolare la consapevolezza e il rispetto di elevati principi etici negli affari e nella vita professionale.

5. Finanze. Questa Commissione ha la responsabilità di indicare vie e metodi per finanziare ogni attività del Distretto che necessiti di fondi, ha il compito di redigere la relazione sul bilancio infrannuale e sul rendiconto consuntivo.

Il R.D. ha altresì la facoltà di costituire ulteriori Commissioni per fini specifici. Ciascuna Commissione è presieduta da un Presidente nominato dal R.D.

I Presidenti delle Commissioni Distrettuali hanno il compito di indirizzare e coordinare il lavoro della propria commissione su fedele base delle disposizioni del R.D.. Essi rendono conto al R.D. dell’operato proprio e della propria commissione.

CAPO II
Degli Altri Organi Distrettuali

Art. 24: Il Consiglio dei Presidenti
Il Consiglio dei Presidenti in prosieguo, per brevità, C.P. è il principale

organo deliberante del Distretto: è costituito dai Presidenti in carica di tutti i Club in regola del Distretto o dai loro delegati e si riunisce unicamente in sede di Assemblea Distrettuale.

Esso delibera in merito alle proposte del C.D.D. in materia di gestione e destinazione dei fondi distrettuali a mezzo della votazione dei bilanci e dei service distrettuali e secondo quanto previsto al punto 25 lettera “c” della Linea di Condotta imposta ai Club Rotaract dal Consiglio Centrale del Rotary International. Delibera anche in materia di riforme e deroghe al Regolamento Distrettuale.

E’ inoltre l’organo elettivo e di controllo del R.D., cui può anche votare la sfiducia.

Art. 25: Le Zone

Le Zone sono le entità territoriali in cui è diviso il Distretto. Ognuna di esse comprende un gruppo di Club.

Le Zone, in riferimento ai Club in queste compresi, sono: Zona 1: Abruzzo
Zona 2: Marche
Zona 3: Molise

Zona 4: Umbria
Ogni Zona è coordinata da un proprio D.Z..

Art. 26: Le Riunioni di Zona
Le Riunioni di Zona in prosieguo, per brevità, R.Z. sono le riunioni dei

Presidenti dei Club in regola, o loro delegati, di ogni rispettiva Zona alla presenza del relativo D.Z., che le presiede e le convoca con cadenza mensile.

Art. 27: L’Assemblea Distrettuale

L’Assemblea Distrettuale – in prosieguo, per brevità, A.D. – è l’organo distrettuale complesso che comprende il C.D.D. e il C.P., i quali si riuniscono contemporaneamente con l’eventuale presenza del Governatore del Distretto Rotary 2090 o di un suo delegato.

L’A.D. ricomprende in sé rispettivamente le competenze e le funzioni degli organi da cui è costituita e ha inoltre il compito di indirizzare e coordinare complessivamente i singoli Club del Distretto, le Zone e il C.D.D. in materia di scopi, attività e service.

All’Assemblea distrettuale possono presenziare, senza diritto di voto e su invito del R.D., i soci effettivi, i soci onorari dei Club del Distretto e chiunque sia funzionale alla riunione. Se invitati o autorizzati dal R.D., possono prendere la parola per propri interventi.

TITOLO III
Dei Rapporti tra il Distretto e i Singoli Club

CAPO I
Dei Rapporti tra i Presidenti di Club ed il Distretto

Art. 28: Doveri dei Presidenti di Club

In materia di gestione del Distretto i Presidenti di Club sono tenuti a porre in essere le disposizioni del R.D., del proprio D.Z. e degli altri organi del C.D.D. e le deliberazioni del C.P. e della R.Z..

In materia di gestione interna di Club gli stessi Presidenti sono tenuti a porre in essere le predette disposizioni e deliberazioni entro i limiti rappresentati dalla competenza del Distretto Rotary 2090 e del proprio rispettivo Rotary Club padrino. Hanno inoltre il compito di vigilare sul comportamento, sull’operato e sull’osservanza delle norme rotaractiane e rotariane da parte dei soci del proprio Club e di relazionarne al proprio D.Z.

In materia di amministrazione distrettuale i Presidenti sono tenuti a comunicare alla Segreteria Distrettuale all’inizio dell’anno sociale la relazione programmatica ed entro l’ultima Assemblea Distrettuale, la relazione di fine anno; garantire la puntuale esecuzione da parte del Tesoriere del proprio Club del versamento delle quote sociali distrettuali e dei versamenti relativi a tutti gli altri obblighi finanziari verso il Distretto; partecipare personalmente o inviare un proprio rappresentante delegato alle riunioni dell’A.D. e alle R.Z. ed a quant’altre riunioni venissero convocate dai membri del C.D.D.; indire e presiedere le elezioni dei membri del Consiglio Direttivo del proprio Club designati per l’anno sociale successivo entro il 1° marzo dell’anno sociale in corso e comunicarne tempestivamente l’esito alla Segreteria Distrettuale; aggiornare in tempo reale l’annuario digitale; quant’altro previsto da questo Regolamento.

Nel caso di dimissioni da parte di un Presidente di Club, questo ha il dovere di comunicarlo tempestivamente al R.R.D.

Art. 29: Provvedimenti nei confronti dei Club inadempienti

I Presidenti di Club che non adempieranno ai propri doveri sanciti dall’art. 28 di questo Regolamento vedranno il proprio Club deferito per mano del R.D. dinnanzi alla Commissione Distrettuale per il Rotaract del Distretto Rotary 2090 per gli opportuni provvedimenti. Tra questi c’è lo scioglimento, secondo i modi previsti dall’art. 13 dello Statuto del Distretto Rotaract 2090.

CAPO II
Degli Obblighi Finanziari dei Club verso il Distretto

Art. 30: Gli obblighi finanziari

Gli obblighi finanziari dei Club verso il Distretto consistono nel versamento delle quote sociali distrettuali ed in ogni altro obbligo deliberato dal C.P. su proposta del R.D..

Art. 31: Le quote sociali distrettuali

Ogni Club del Distretto è tenuto a versare una quota annuale, sulla base del numero dei soci effettivi risultanti in annuario, secondo la deliberazione del C.P. in merito al bilancio preventivo per l’anno sociale in corso.

I termini per i versamenti sono previsti in due rate, ognuna pari al 50% del totale. La prima rata deve essere corrisposta entro il 30 novembre di ogni anno sociale e la seconda entro il 30 marzo.

In caso di diminuzione dell’effettivo nel corso dell’anno, il Club interessato deve versare una quota non inferiore al numero dei soci dichiarati all’inizio dell’anno sociale risultanti in annuario.

I Club non possono pretendere, in caso di scioglimento o ristrutturazione, la restituzione delle quote versate.

Art. 32: Sanzioni per i ritardi nel versamento delle quote sociali distrettuali

Come predetto le quote sociali distrettuali vanno versate in due rate: in caso di ritardo non superiore a trenta giorni dalla scadenza di ciascuna rata verrà applicata una sanzione pari al 10%; in caso di ritardo superiore a trenta giorni e inferiore a sessanta dalla scadenza di ciascuna rata verrà applicata una sanzione pari al 50%; se il ritardo dovesse protrarsi ulteriormente il Club verrà sospeso.

Se il pagamento non verrà effettuato entro i successivi 20 giorni dalla sospensione il R.D. avanzerà la proposta di chiusura del Club moroso al Rotary Padrino.

Art. 33: Pagamenti

I pagamenti vanno effettuati a mezzo di bonifico bancario sul conto corrente del Distretto: in merito alla valutazione delle scadenze fa fede la data riportata sulla ricevuta.

Art. 34: Fondi a favore dei Service Distrettuali

La disciplina che regola i versamenti di fondi a favore dei service distrettuali, la loro entità e la relative scadenze è interamente affidata al C.P. In nessun caso saranno previste sanzioni per gli eventuali ritardi.

Art. 35: Club di nuova costituzione

I Club che si costituiscono in corso d’anno devono corrispondere le quote sociali distrettuali relative ai propri soci in misura proporzionale al numero dei giorni rimanenti nell’anno sociale. Le scadenze e le sanzioni per gli eventuali ritardi si ricavano applicando quelle previste dall’art. 32 di questo Regolamento alla data di costituzione da parte del Rotary Padrino.

Art. 36: Definizione di Club in regola

Un Club di questo Distretto è in regola quando non è in ritardo nei confronti del Distretto con i versamenti relativi agli obblighi finanziari dell’anno sociale corrente e dei precedenti.

LIBRO II Delle Procedure

TITOLO I
Del Consiglio Direttivo Distrettuale

CAPO I Delle Riunioni

Art. 37: Partecipazione

Hanno il diritto ed il dovere di partecipare alle riunioni del C.D.D. tutti i suoi membri. Ne ha inoltre facoltà chiunque tra i soci del Distretto, nell’interesse del Distretto per il compimento di specifiche funzioni, venga all’occasione convocato dal R.D.

Art. 38: Riunione

Il C.D.D. è riunito dal R.D. in forma ordinaria ragionevolmente prima e durante le riunioni dell’A.D. Può inoltre essere riunito dallo stesso e con le medesime competenze in forma straordinaria, ove se ne ravvisi la necessità.

Art. 39: Convocazione

Il R.D., a mezzo della Segreteria Distrettuale, è tenuto a convocare in forma scritta gli aventi diritto almeno 15 giorni prima delle riunioni sia ordinarie che straordinarie. In entrambi i casi va allegato all’avviso di convocazione l’ordine del giorno del C.D.D.

Art. 40: Validità

Perché il C.D.D. sia validamente riunito è necessaria la presenza della metà più uno dei suoi membri comprensiva del R.D. e di almeno un Segretario Distrettuale.

Art. 41: Conduzione

La conduzione della riunione del C.D.D. è interamente affidata al R.D., presidente di quest’organo.

La riunione si articola in tre fasi: apertura, svolgimento, chiusura della stessa.

Nella fase di apertura un Segretario Distrettuale procede al computo dei presenti cui segue, se rispettati i requisiti di cui all’art. 40 di questo Regolamento, la dichiarazione di validità e la lettura dell’ordine del giorno da parte del R.D..

Durante lo svolgimento della riunione il R.D. gestisce la discussione ed il susseguirsi degli interventi secondo l’ordine del giorno, concedendo e togliendo discrezionalmente e ragionevolmente la parola ai presenti. In questa fase la Segreteria Distrettuale è tenuta alla stesura di un verbale dettagliatamente comprensivo di tutti gli interventi e secondo quant’altre disposizioni da parte del R.D..

Al termine dello svolgimento il R.D. chiude la riunione sottoscrivendo il verbale, che si presume approvato senza lettura salvo diversa richiesta da parte di membri del C.D.D..

Art. 42: Seguito

A seguito delle riunioni del C.D.D. la Segreteria Distrettuale è tenuta a dare tempestiva comunicazione delle disposizioni del R.D. in forma scritta a tutti i Presidenti dei Club del Distretto, agli eventuali interessati ed ai membri stessi del C.D.D., per i quali soltanto si allega un riepilogo di verbale.

CAPO II
Della Segreteria Distrettuale

Art. 43: Redazione dei verbali

La redazione dei verbali di sua competenza è affidata al Segretario Generale, o, su sua delega, ad un altro Segretario Distrettuale. In ogni caso la struttura generale dei verbali deve seguire le disposizioni del R.D.

Art. 44: Custodia dei documenti

La custodia dei documenti del Distretto e dei documenti dei Club di interesse distrettuale è affidata al Segretario Generale, senza possibilità di deleghe in materia.

Il Segretario Generale dovrà, al termine del proprio mandato, trasmettere al nuovo segretario generale, tutta la documentazione relativa al proprio anno sociale ed ai precedenti. Egli dovrà inoltre conservare per almeno due anni sociali dalla fine del suo mandato copia delle lettere e circolari ricevute ed inviate.

Art. 45: Corrispondenza

Il Segretario Generale è tenuto a dare visione al R.D. di tutte le comunicazioni pervenute alla Segreteria Distrettuale. E’ inoltre tenuto a dare visione al Tesoriere Distrettuale di tutte le comunicazioni pervenute inerenti la situazione finanziaria del Distretto o relative nello specifico alla Tesoreria Distrettuale.

Art. 46: Buon andamento

Nell’interesse del buon andamento della burocrazia distrettuale il Segretario Generale è tenuto a coordinare la Segreteria Distrettuale in modo tale da ridurre al minimo i tempi di adempimento alle sue funzioni di cui in questo Regolamento.

CAPO III
Della Tesoreria Distrettuale

Art. 47: Il Fondo Distrettuale

Il fondo Distrettuale è costituito dalle quote distrettuali che ogni Club è tenuto a versare al Distretto per ciascun socio, da tutti gli altri conferimenti di provenienza conforme alle norme del R.I.

Il Fondo Distrettuale è destinato a finanziare le attività del Distretto e ad assicurare i rimborsi spese previsti da questo regolamento ai suoi organi. Per nessun motivo può essere diviso tra i Club o destinato per scopi diversi da quelli previsti dal presente articolo.

Art. 48: Versamenti

Il Tesoriere Distrettuale è tenuto a versare i fondi eventualmente consegnati direttamente alla sua persona su conto corrente bancario del Distretto intestato all’associazione “Distretto Rotaract 2090”. In nessun caso può accettare pagamenti in contanti. Nelle operazioni di versamento e nelle transazioni il Tesoriere Distrettuale è tenuto alla massima tempestività.

Art. 49: Verifiche

Il Tesoriere Distrettuale è tenuto a verificare con ragionevole assiduità le variazioni al conto corrente bancario del Distretto, anche in relazione alle comunicazioni pervenute da parte dei Club.

Art. 50: Resoconti

Sulla base delle verifiche, di cui all’art. 49 di questo Regolamento, il Tesoriere Distrettuale è tenuto a redigere dei resoconti che farà pervenire alla Segreteria Distrettuale.

Art. 51: Spese distrettuali

Le spese a carico del Distretto, devono limitarsi agli oneri dell’ordinaria amministrazione, nei limiti indicati da bilancio preventivo approvato dal CP.

Art. 52: Rimborsi spese

Hanno diritto al rimborso delle spese sostenute, nei limiti previsti dal bilancio preventivo, le seguenti cariche distrettuali: il R.D., il R.D. Incoming, il Segretario Distrettuale, il Tesoriere Distrettuale, il Prefetto Distrettuale, i Delegati ERIC Nazionale e Distrettuale, i Delegati di Zona e le Commissioni Distrettuali.

Il R.D. ha diritto al rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle proprie funzioni e delle quote di partecipazione alle A.D., agli eventi nazionali e agli incontri degli R.D. Per le visite ai Club e per le altre manifestazioni o incontri cui il R.D. partecipa in veste ufficiale, le spese di vitto o di ingresso sono a carico del Club organizzatore.

Il Vice R.D. ha diritto al rimborso in relazione alle attività effettivamente presenziate in sostituzione del R.D.

Il R.D. Incoming ha diritto al rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle proprie funzioni e delle quote relative agli incontri nazionali degli R.D. Incoming.

Il Tesoriere Distrettuale e il Segretario Generale hanno diritto al rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle proprie funzioni, della quota di partecipazione alle A.D. e al Congresso Nazionale.

Il Prefetto Distrettuale ha diritto al rimborso delle spese sostenute nell’esercizio delle sue funzioni e della quota di partecipazione alle A.D.

Il D.Z. ha diritto ad un rimborso proporzionale al numero dei Club che dovrà coordinare.

Le Commissioni hanno diritto ad un rimborso delle spese sostenute in relazione al raggiungimento dell’obiettivo assegnato in seguito alla valutazione congiunta del R.D. e del T.D.

Art. 53: Procedura per i rimborsi spesa

Competente a corrispondere i rimborsi spese è esclusivamente il Tesoriere Distrettuale, a cui sono indirizzate le relative richieste.
Gli aventi diritto devono pertanto effettuare la richiesta mediante lettera al T.D. contenente una dettagliata distinta delle spese effettuate coperte dal rimborso (scopo, ammontare e beneficiario della spesa). Il rimborso può essere corrisposto solo a fronte della contestuale presentazione, da parte del soggetto richiedente, della ricevuta o della fattura ovvero, quando non disponibili per causa conosciute, del documento giustificativo sottoscritto da colui che ha ricevuto il pagamento.

Il Tesoriere Distrettuale, portata a conoscenza del R.D. la richiesta ricevuta ed ottenutone l’assenso, provvede a rimborsare quanto dovuto tramite bonifico bancario.

Se la richiesta è irregolare o incompleta il T.D. invita l’interessato a perfezionarla: il rimborso non può essere effettuato qualora la distinta delle spese non sia completa e verosimile sotto ogni aspetto, formale o di merito. Le spese sprovviste di documentazione giustificativa, secondo quanto sopra, si considerano effettuate a titolo personale e, come tali, non rimborsabili. Sono tassativamente escluse dalla procedura di rimborso le spese non riconducibili all’espletamento delle mansioni da parte dei membri del C.D.D.

I rimborsi possono essere ritardati, o esclusi, dal Tesoriere Distrettuale, allorché il Fondo Distrettuale sia insufficiente.

Il termine ultimo per le richieste di rimborso spese è il 30 giugno.

Competente a conoscere eventuali questioni o controversie in materia di rimborsi è la Commissione Finanze.

TITOLO II Dell’Assemblea Distrettuale

CAPO I Delle Riunioni

Art. 54: Partecipazione

Hanno il diritto ed il dovere di partecipare alle riunioni dell’A.D. tutti i Presidenti dei Club del Distretto ed i membri del C.D.D..

Qualora, per valide e motivate ragioni, Presidenti di Club fossero impossibilitati ad intervenire personalmente, questi hanno il dovere di delegare in forma scritta un socio effettivo ed in regola del proprio Club, diverso dal R.D., T.D, S.G. In caso di assenza ingiustificata dei rappresentanti di un Club a due riunioni dell’Assemblea il R.D., solleciterà opportunamente il Club alla partecipazione tramite la Segreteria Distrettuale.

Hanno inoltre facoltà di partecipazione tutti i soci effettivi e gli aspiranti soci dei Club ed i soci onorari del Distretto.

Art. 55: Riunione

L’A.D. è riunita dal R.D. in forma ordinaria in occasione degli appuntamenti previsti dal calendario che il R.D. avrà fatto pervenire all’inizio dell’anno sociale a tutti i membri del C.D.D. ed a tutti i Presidenti dei Club del Distretto; detto calendario deve prevedere almeno cinque appuntamenti.

Può inoltre essere riunita dallo stesso e con le medesime competenze in forma straordinaria fuori dai predetti appuntamenti. Il R.D. vi è tenuto se richiesto su istanza motivata dalla maggioranza assoluta dei Presidenti dei Club in regola del Distretto.

Art. 56: Convocazione

Il R.D., a mezzo della Segreteria Distrettuale, è tenuto a convocare in forma scritta gli aventi diritto almeno 15 giorni prima delle riunioni sia ordinarie che straordinarie. In entrambi i casi va allegato all’avviso di convocazione l’ordine del giorno.

All’ordine del giorno vengono inseriti anche gli argomenti la cui trattazione sia stata richiesta da un Club con comunicazione pervenuta al Rappresentante Distrettuale almeno 20 giorni prima della data fissata per l’Assemblea Distrettuale.

In caso di particolare urgenza, almeno un sesto dei Club del Distretto può richiedere l’inserimento nell’ordine del giorno di particolari argomenti fino al quinto giorno antecedente la data fissata per l’Assemblea Distrettuale.

Art. 57: Validità

Perché l’A.D. sia validamente costituita è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei Presidenti dei Club attivi del Distretto, o loro delegati, unitamente alla presenza del R.D., di un Segretario verbalizzante e del Tesoriere Distrettuale o di un suo delegato.

Art. 58: Conduzione

La conduzione della riunione dell’A.D. è interamente affidata al R.D., presidente di quest’organo.

La riunione si articola in tre fasi: apertura, svolgimento, chiusura della stessa.

Nell’apertura un Segretario Distrettuale procede al computo dei presenti cui segue, se rispettati i requisiti di cui all’art. 57 di questo Regolamento, la dichiarazione di validità e la lettura dell’ordine del giorno da parte del R.D..

Durante lo svolgimento delle riunioni il R.D. presiede a tutte le operazioni di voto e gestisce la discussione ed il susseguirsi degli interventi secondo l’ordine del giorno, concedendo e togliendo discrezionalmente e ragionevolmente la parola ai presenti. In questa fase il C.P. ha facoltà di interrogazione nei confronti del R.D. e degli altri organi del C.D.D., i quali sono tenuti a rispondere.

Nello svolgimento la Segreteria Distrettuale è tenuta alla stesura di un verbale dettagliatamente comprensivo delle votazioni e di tutti gli interventi e secondo quant’altre disposizioni da parte del R.D.. All’Assemblea hanno diritto di intervento i Presidenti di Club o i loro sostituti.

Art. 58 bis: Mancata partecipazione di un Club alle Assemblee Distrettuali

Nel caso in cui un Club del Distretto non partecipi ai lavori dell’Assemblea Distrettuale attraverso il suo Presidente, o un Socio da lui stesso delegato, per due Assemblee Distrettuali consecutive, il Rappresentante Distrettuale, per il tramite della Segreteria Distrettuale provvederà a segnalare la situazione direttamente al Club interessato anche al fine di individuare eventuali problematiche che hanno portato il Club a non partecipare ai lavori distrettuali.

Nel caso in cui un Club del Distretto non partecipi ai lavori dell’Assemblea Distrettuale attraverso il suo Presidente, o un Socio da lui stesso delegato, per tre Assemblee Distrettuali consecutive e la segnalazione di cui al primo comma non abbia sortito alcun effetto, il Rappresentante Distrettuale provvederà a segnalare la situazione al Rotary Padrino del Club interessato ed al Delegato Rotary per il Rotaract Distretto Rotary 2090°, sempre al fine di individuare e risolvere eventuali problematiche che hanno portato il Club a non partecipare ai lavori distrettuali.

Art. 59: Votazioni

Salvo quelle istituzionali, le votazioni sono indette dal R.D. o su istanza di richiesta da parte di almeno un terzo dei Presidenti, o loro delegati, presenti ed aventi diritto di voto.

Hanno diritto di voto i Presidenti dei Club del Distretto in regola, o i loro delegati. Ogni Club ha diritto ad un voto; non sono ammesse deleghe a favore di altri Club. I Presidenti, o loro delegati, dei Club che si costituiscono dopo il 28 febbraio, sempreché siano in regola, non partecipano all’elezione del R.D. ma hanno diritto di voto nelle A.D.. Eccetto quelle relative all’elezione del R.D., le votazioni avvengono a scrutinio palese, eseguito da un Segretario Distrettuale.

Al termine delle votazioni il R.D. procede al computo dei voti ed alla proclamazione del risultato: è assunta come deliberazione la proposta che ottiene favorevolmente la metà più uno dei voti espressi.

Art. 60: Seguito

A seguito delle riunioni dell’A.D. la Segreteria Distrettuale è tenuta a far pervenire a tutti Presidenti dei Club del Distretto e al C.D.D. copia del verbale.

CAPO II
Dell’Elezione del Rappresentante Distrettuale (e della Sfiducia)

Art. 61: Requisiti di eleggibilità passiva

Si possono candidare alla carica di R.D. i soci in regola del Distretto, che non compiano 30 anni di età prima dell’inizio del loro mandato e che:

  1. siano soci del Distretto 2090 da almeno tre anni risultanti da annuario
  2. abbiano presieduto un Club del Distretto 2090 per almeno un intero anno sociale
  3. siano stati membri del C.D.D. per almeno un intero anno sociale
  4. non abbiano già ricoperto o siano già designati a ricoprire la carica in questione.

Nel caso in cui non ci sia un candidato con i suddetti requisiti sono da considerarsi

eleggibili tutti i soci in regola del Distretto 2090 che non compiano 30 anni di età prima dell’inizio del loro mandato e che:

  1. siano soci del Distretto 2090 da almeno tre anni risultanti da annuario
  2. abbiano presieduto un Club del Distretto o, in alternativa, abbiano ricoperto una

    carica distrettuale per almeno un intero anno sociale

  3. non abbiano già ricoperto o siano già designati a ricoprire la carica in questione.

Qualora anche in quest’ultimo caso non ci sia un candidato con i suddetti requisiti sono da considerarsi eleggibili tutti i soci in regola del Distretto che non compiano 30 anni di età prima dell’inizio del loro mandato e che non abbiano già ricoperto o siano già designati a ricoprire la carica in questione.

Art. 62: Incompatibilità

La carica di R.D. è incompatibile con quella di Presidente di Club e con ogni altra carica di Club e Distrettuale, salve le eccezioni previste dal presente Regolamento.

Art. 63: Candidatura

Ogni candidatura va presentata in forma scritta entro l’A.D. precedente a quella prevista per le elezioni, e comunque non oltre il 31 gennaio, al R.D. in carica a cura del Presidente in carica del Club proponente o, nel caso in cui il Presidente in carica sia il candidato, dal vice-presidente. Alla lettera di presentazione della candidatura vanno allegati una dichiarazione da parte del candidato di conoscenza delle norme rotaractiane di ordine distrettuale e superiore, un suo programma di massima per l’anno sociale in cui sarebbe in carica, un’autocertificazione della propria età e il curriculum rotaractiano.

Il R.D. in carica dà comunicazione delle candidature pervenute e ritenute valide ai sensi dell’art. 61 a tutti i Presidenti di Club, durante l’A.D. immediatamente precedente a quella delle elezioni per la presentazione delle candidature.

Ogni Club può presentare al più una candidatura per anno sociale.

In caso di mancata presentazione di candidature entro il termine di cui sopra sono da considerarsi eleggibili tutti i soci in regola del Distretto che rispondono ai requisiti di eleggibilità passiva.

Art. 64: Atti preliminari alla votazione

Prima della votazione il R.D. deve dare all’Assemblea comunicazione riguardo ai Presidenti di Club, o loro delegati, non votanti ed alle motivazioni di merito, e comunicazione riguardo ai Presidenti di Club, o loro delegati, votanti. Deve inoltre presentare i candidati e concedere loro la parola perché espongano il proprio programma di massima.

In prosieguo di ciò la Segreteria Distrettuale passerà alla consegna delle schede elettorali.

Infine si riunisce il seggio elettorale, costituito dal R.D., che lo presiede, e da due scrutatori nominati dal R.D. dando la priorità, se presenti, all’Incoming R.D. ed al Past R.D.

Art. 65: Votazione

Il C.P. procede alla votazione entro e non oltre il 15 maggio dell’anno in corso.

Ogni presidente di Club in regola al momento della votazione, o il suo delegato, ha diritto ad un voto. La votazione avviene a scrutinio segreto su schede controfirmate dal R.D..

Ogni Presidente di Club, o suo delegato, avente diritto di voto ha a disposizione una scheda elettorale. Ultimata l’espressione del voto si passerà allo spoglio delle schede: il R.D. leggerà ad alta voce il voto espresso su ogni scheda, che gli scrutatori controlleranno. Seguirà il computo dei voti e la proclamazione del risultato.

Art. 66: Elezione

Al termine dello spoglio delle schede elettorali è eletto R.D., designato per l’anno sociale successivo a quello immediatamente seguente, il candidato che abbia ottenuto favorevolmente i 2/3 dei voti espressi. Sono validi i voti espressi in modo inequivocabile e su schede che non recano altri segni.

Se, a seguito della prima votazione, non venga eletto alcun candidato, si procederà ad una seconda votazione nella quale verrà eletto R.D. il candidato che abbia ottenuto la metà più uno dei voti favorevoli. Se, anche a seguito della seconda votazione, nessun candidato risulti eletto si procederà al ballottaggio tra i due candidati, o più in caso di parità di voti, che abbiano ottenuto il maggior numero di voti, secondo la procedura che regola la precedente votazione.

Nel caso in cui, anche a seguito del ballottaggio, non venga eletto alcun candidato per esatta parità di preferenze o non venga eletto il candidato, se unico, nella prima o seconda votazione, si procederà a nuove elezioni in occasione della successiva A.D. dell’anno sociale. Le eventuali nuove candidature dovranno pervenire al R.D. entro 15 giorni prima della data fissata per l’A.D. in questione e secondo le modalità già previste.

Se anche a seguito di ciò non venga eletto alcun candidato, si procederà secondo le disposizioni del Governatore del Distretto Rotary 2090.

Art. 67: Impedimento del Rappresentante Distrettuale

Nel caso in cui il R.D. Incoming, per sopravvenute fondate ragioni, non sia in grado di ricoprire la carica alla quale è stato eletto, il R.D. in carica procederà a nuove elezioni.

Nel caso in cui il R.D. in carica si trovi nell’impossibilità di portare a termine il proprio mandato o si veda costretto a rassegnare le proprie dimissioni a seguito di sfiducia da parte del C.P., può subentrare, nel pieno delle prerogative di cui al presente regolamento, il R.D. Incoming.

Qualora il R.D. Incoming accetti di subentrare al R.D. uscente, egli dovrà altresì decidere e comunicare al S.G., quanto prima, se mantenere la carica per l’anno successivo.

Se il R.D. Incoming decide di limitare il suo mandato all’anno in cui subentra al R.D. uscente si dovrà procedere quanto prima all’elezione di un nuovo R.D. per l’anno sociale immediatamente successivo, secondo le disposizioni relative all’elezione del RRD.

Nel caso in cui il R.D. Incoming non accetti di subentrare al R.D. uscente, il past R.D. indirà nuove elezioni ed assumerà interinalmente le funzioni di R.D. presiedendo il medesimo C.D.D. fino alla nuova designazione.

Qualora il candidato lo ritenga opportuno avrà facoltà di variare ragionevolmente nell’interesse del Distretto la composizione del C.D.D.

Art. 68: Mozione di sfiducia

La mozione di sfiducia al R.D. in carica può essere presentata, con fondate motivazioni sulla cui validità e sufficienza decide il Governatore del Distretto Rotary 2090, da almeno la metà più uno dei Club del Distretto nel corso di una riunione dell’ A.D..

Si procederà alla votazione della sfiducia in occasione della successiva riunione dell’A.D. in forma ordinaria o appositamente convocata in forma straordinaria, sempreché prima di allora il Governatore del Distretto Rotary 2090 abbia dato il proprio nullaosta a procedere. La votazione avverrà a scrutinio palese per risposta ad appello nominativo, dopoché il R.D. avrà proceduto alla propria difesa.

E’ deliberata la sfiducia se alla mozione aderisce favorevolmente la maggioranza assoluta degli aventi diritto di voto. La mozione deve essere inoltrata al Governatore Rotary 2090 per la verifica della motivazione e per l’eventuale accettazione o rigetto .

La sfiducia ha come effetto l’obbligo per il R.D. in carica di rassegnare le proprie dimissioni entro 10 giorni.

CAPO III
Dei Bilanci Distrettuali

Art. 69: Bilancio preventivo

Il T.D., in accordo con il R.D., è tenuto a presentare il bilancio preventivo, un prospetto indicativo del quale deve essere stato allegato al relativo avviso di convocazione dei Presidenti dei Club del Distretto, in occasione della seconda riunione ordinaria dell’A.D. dell’anno sociale per sottoporlo al voto del C.P.

Il suddetto bilancio deve chiudere in pareggio, ovvero i componenti positivi (entrate) e i componenti negativi (spese) devono risultare di pari importo.

Qualora il C.P. non approvasse in quella sede il bilancio preventivo, questo, opportunamente modificato, dovrà essere ripresentato dal T.D. in occasione della successiva riunione dell’A.D. in forma ordinaria o appositamente convocata in forma straordinaria.

Art. 70: Bilancio consuntivo

Il Past T.D. è tenuto a presentare il bilancio consuntivo, una copia del quale deve essere stata allegata al relativo avviso di convocazione dell’Assemblea Distrettuale, in occasione della seconda riunione dell’A.D. per sottoporlo al voto del C.P., prima della presentazione del bilancio preventivo da parte del T.D. in carica.

Nel caso di non approvazione del bilancio consuntivo in quella sede, il Past T.D. dovrà ripresentarlo in occasione della successiva riunione dell’A.D. in forma ordinaria o appositamente convocata in forma straordinaria.
In ogni caso, fino all’approvazione del bilancio consuntivo non è possibile procedere alla votazione del bilancio preventivo dell’anno sociale in corso.

Ove il bilancio consuntivo distrettuale si chiuda in attivo, questo potrà essere destinato, su proposta del R.D. e con successiva votazione dell’A.D., ad un particolare scopo di servizio (service) rotaractiano, ovvero a disposizione della gestione entrante.

CAPO IV
Degli Emendamenti al Regolamento Distrettuale

Art. 71: Proposta

Gli emendamenti al presente Regolamento Distrettuale, perché si possa procedere alla loro votazione, devono essere proposti in sede di A.D. da almeno un terzo dei Presidenti dei Club in regola del Distretto, o loro delegati, o da un organo del C.D.D.

Art. 72: Approvazione

La proposta di emendamento al Regolamento Distrettuale dovrà essere votata dal C.P. in occasione della successiva riunione dell’A.D. in forma ordinaria o appositamente convocata in forma straordinaria.

Gli emendamenti sono approvati se ottengono i due terzi dei voti espressi.

Se approvati, dovranno essere sottoposti all’esame del Governatore del Distretto Rotary 2090; Questi approverà tali emendamenti o li respingerà fornendo un indirizzo sulle correzioni da apportare. Nel secondo caso si ripeterà tale procedura fino alla loro approvazione da parte del Governatore del Distretto Rotary 2090, a seguito della quale gli emendamenti avranno efficacia.

Art. 73: Comunicazione e custodia

Una volta emendato in linea definitiva il presente Regolamento Distrettuale, la Segreteria Distrettuale è tenuta ad inviarne copia aggiornata ai membri del C.D.D. e a tutti i Presidenti dei Club del Distretto.

Ogni Club del Distretto è tenuto a custodirne copia aggiornata presso la propria Segreteria.

Art. 74: Deroghe

Nei limiti imposti dalle norme rotaractiane e rotariane di ordine superiore sono eccezionalmente possibili in atti distrettuali deroghe alle norme di questo Regolamento se approvate dal C.P. a maggioranza semplice su proposta del R.D.

TITOLO III Delle Zone

CAPO I
Delle Riunioni di Zona

Art. 75: Partecipazione

Hanno il diritto ed il dovere di partecipare alle R.Z. tutti i Presidenti dei Club della rispettiva Zona.

Qualora, per valide e motivate ragioni, Presidenti di Club fossero impossibilitati ad intervenire personalmente questi hanno il dovere di delegare in forma scritta un socio effettivo ed in regola del proprio Club, diverso dal D.Z.. Hanno inoltre facoltà di partecipazione tutti i soci effettivi e gli aspiranti soci dei Club della Zona ed i membri del C.D.D.

Art. 76: Riunione

La R.Z. è riunita dal D.Z. in forma ordinaria a tutti i presidenti dei Club della Zona e deve prevedere un appuntamento al mese.

Può inoltre essere riunita dallo stesso e con le medesime competenze in forma straordinaria fuori dai predetti appuntamenti. Il D.Z. è tenuto a riunire la R.Z. in forma straordinaria se richiesto su istanza motivata da almeno un terzo dei Presidenti dei Club della Zona.

Art. 77: Convocazione

Il D.Z. è tenuto a convocare gli aventi diritto in forma scritta almeno 10 giorni prima delle riunioni sia ordinarie che straordinarie. In entrambi i casi va allegato all’avviso di convocazione l’ordine del giorno della R.Z..

Art. 78: Validità

Perché la R.Z. sia validamente riunita è necessaria la presenza di almeno la metà più uno dei Presidenti dei Club della Zona, o loro delegati, unitamente alla presenza del D.Z.

Art. 79: Conduzione

La conduzione della R.Z. è interamente affidata al D.Z., presidente di quest’organo, secondo le disposizioni del R.D.. La riunione si articola in tre fasi: apertura, svolgimento, chiusura della stessa.

Nell’apertura il D.Z. procede al computo dei presenti cui segue la dichiarazione di validità e la lettura dell’ordine del giorno da parte sua.

Durante lo svolgimento delle riunioni il D.Z. presiede a tutte le operazioni di voto e gestisce la discussione ed il susseguirsi degli interventi secondo l’ordine del giorno, concedendo e togliendo discrezionalmente e ragionevolmente la parola ai presenti. In questa fase il D.Z. è tenuto alla stesura di un verbale dettagliatamente comprensivo delle votazioni e di tutti gli interventi.

Al termine dello svolgimento il D.Z. chiude la riunione sottoscrivendo il verbale, che si presume approvato salvo diversa richiesta da parte di Presidenti di Club della Zona o loro delegati.

Art. 80: Votazioni

Salvo quelle istituzionali le votazioni sono eventualmente indette dal D.Z. relativamente a questioni che intende demandare consultivamente alla R.Z..

Hanno diritto di voto i Presidenti dei Club in regola della Zona, o i loro sostituti.

Le votazioni avvengono a scrutinio palese per risposta ad appello nominativo, eseguito dal D.Z..

Art. 81: Seguito

A seguito delle R.Z. il D.Z. è tenuto a far pervenire entro 10 giorni alla Segreteria Distrettuale e a tutti i Presidenti della Zona interessata copia del verbale dettagliato.

TITOLO IV Dell’interpretazione del Regolamento

Art. 82: Funzione e Interpretazione

Il presente Regolamento disciplina i compiti e le prerogative degli Organi Distrettuali, nonché i rapporti tra il Distretto e gli altri Club.

L’Assemblea Distrettuale è l’unico organo competente a dare autentica interpretazione del presente Regolamento, nonché a dirimere le eventuali controversie derivanti dall’applicazione dello stesso.

Le relative decisioni sono prese a maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea, dopo aver sentito il parere del Presidente della Commissione Regolamento e Risoluzione Controversie.

TITOLO V Disposizioni finali

Art. 83: Osservanza del regolamento

Tutti i soci del Distretto 2090 Rotaract sono tenuti ad osservare le norme del presente regolamento, le decisioni e le interpretazioni rese in forza di esso.

Nessuno può invocare a propria scusa l’ignoranza delle disposizioni dettate da questo regolamento.

Del regolamento e delle interpretazioni rese dalla Commissione per il Regolamento, all’inizio di ogni anno sociale deve essere consegnata copia ai Presidenti di Club e ai membri degli organi distrettuali.

Art. 84: Arrotondamenti

Gli arrotondamenti che si rendessero necessari per dare esecuzione a norme del presente Regolamento si faranno alla cifra unitaria inferiore per le frazioni di punto minori di 0,5 e alla cifra unitaria superiore per le frazioni uguali o superiori allo 0,5.

Art. 85: Entrata in vigore

Il presente Regolamento, come anche le sue future modifiche, entreranno in vigore, previa approvazione del Governatore Rotary in carica, dal 1° luglio dell’Anno Sociale successivo a quello di approvazione.

Il Governatore
Distretto Rotary International 2090 a.s. 2013-2014
Luigi Falasca

Il Delegato Rotary per il Rotaract Distretto Rotary International 2090 a.s. 2013-2014
Massimo De Liberato

Il Rappresentante Distrettuale Distretto Rotaract 2090
a.s. 2013-2014
Francesca Roscini

Il Presidente
Commissione Regolamento e Risoluzione Controversie a.s. 2013-2014
Alessandro Valente

STATUTO DEL CLUB ROTARACT DI PERUGIA EST

Art. 1 — Costituzione e denominazione

È costituita l’associazione Rotaract Club di Perugia Est.

Art. 2 – Finalità e obiettivi

Scopo del programma Rotaract è di offrire a giovani di entrambi i sessi l’opportunità di: (a) affinare le doti e le conoscenze che contribuiranno al loro sviluppo personale e professionale, (b) affrontare i problemi materiali e sociali delle comunità in cui vivono e (c) promuovere lo sviluppo dei rapporti tra i popoli mediante una rete di amicizie e contatti internazionali.

Obiettivi

  1. Sviluppare doti professionali e di leadership.
  2. Promuovere il rispetto dei diritti altrui riconoscendo la dignità e il valore di ciascun individuo e della professione di ognuno.
  3. Riconoscere la dignità e il valore di tutte le occupazioni quali opportunità di servire la società.
  4. Promuovere le opportunità di cooperazione con i Rotary club sponsor.
  5. Motivare i giovani ad entrare a far parte del Rotary.

Art. 3 — Sponsorizzazíone 

  1. Il Club Rotaract è sponsorizzato dal Rotary Club di Perugia Est, il quale, mediante una commissione composta da almeno cinque Rotariani, sovrintenderà a tutte le attività, i programmi e le iniziative del Club. Il corretto funzionamento del Club sponsorizzato dipenderà dal livello di coinvolgimento e del tipo di assistenza di quello sponsor.
  2. L’associazione sarà costituita da giovani di entrambi i sessi che sono impegnati a realizzare gli obiettivi del programma Rotaract e creare un rapporto di collaborazione con il Rotary club sponsor. La base associativa può essere rappresentata anche dagli studenti di un’istituzione o ateneo universitario presente nella località del Rotary club sponsor. Il Club Rotaract non fa tuttavia parte del Rotary club sponsor, nei confronti del quale non ha diritto alcuno come non lo hanno neppure i singoli soci.
  3. Il Club è apolitico e senza fini di lucro.
  4. In caso di scioglimento del Rotary club sponsor, il governatore del distretto farà in modo di sostituirlo con un altro; tuttavia, se la sostituzione non avverrà entro 120 giorni, il Club Rotaract sarà sciolto anch’esso.

Art. 4 — Soci

  1. Il club sarà costituito da giovani di entrambi i sessi e di età compresa tra 18 e 30 anni che dimostrino una spiccata predisposizione all’impegno sociale e alla leadership. È consigliabile ma non obbligatorio che i soci fondatori siano almeno quindici (15).
  2. Le procedure di ammissione saranno stabilite dal Club in consultazione con il Rotary club che lo sponsorizza. L’ammissione di nuovi soci dei Club Rotaract presso un ateneo universitario richiede l’approvazione delle dovute autorità.
  3. I soci sono tenuti a partecipare ad almeno il 60% delle riunioni ordinarie condotte nell’arco dell’anno sociale. Le assenze potranno essere recuperate partecipando alla riunione ordinaria di un altro Club Rotaract nelle due settimane immediatamente precedenti o successive alla riunione che si è persa, oppure partecipando a progetti d’azione del club o ad eventi comunitari e riunioni autorizzati dal consiglio direttivo.
  4. Tutti i borsisti della Fondazione Rotary e dei programmi del Rotary in età compresa tra 18 e 30 anni hanno diritto all’affiliazione temporanea (cioè per la durata del periodo borsistico) a un Club Rotaract presente nella località in cui si trovano a studiare.
  5. L’affiliazione cesserà automaticamente (a) nel caso in cui il socio non soddisfi i requisiti di assiduità (partecipazione alle riunioni), a meno che non sia giustificato dal consiglio direttivo di club, (b) il club sia sciolto o (c) il 30 giugno dell’anno in cui il socio compie 30 anni.
  6. L’affiliazione può inoltre cessare (a) nel caso in cui il socio non soddisfi più i requisiti fondamentali di appartenenza al club, (b) per motivi stabiliti dal club e approvati dal voto di almeno due terzi dei soci in regola con gli obblighi sociali.

Art. 5 — Riunioni

  1. Il club si riunirà almeno due volte al mese, secondo quanto stabilito dal Regolamento, in un orario conveniente per i soci.
  2. Il consiglio direttivo si riunirà quando e come stabilito dal regolamento del Club.
  3. Secondo il Rotary International, ogni Rotary club sponsor è tenuto a designare uno o più soci i quali avranno la responsabilità di partecipare, almeno una volta al mese, alle riunioni del Club Rotaract.
  4. Le riunioni del Club e del suo consiglio direttivo possono essere cancellate da quest’ultimo in occasione di festività o periodi di vacanza, ammesso che la decisione sia comunicata preventivamente al Rotary club sponsor e al rappresentante distrettuale del programma Rotaract. Il consiglio direttivo non potrà cancellare più di quattro regolari riunioni in un anno per cause non specifiche, purché il Club si riunisca dopo aver mancato non più di tre riunioni consecutive.
  5. Entro due settimane da ciascuna riunione del Club e del suo consiglio direttivo, i relativi verbali saranno consegnati al presidente della commissione Rotaract del Rotary club sponsor.

Art. 6 — Dirigenti

  1. Il Club avrà un presidente, un vicepresidente, un segretario, un tesoriere ed eventuali altri dirigenti previsti dal regolamento.
  2. L’organo deliberante del Club è il consiglio direttivo composto dal presidente, dal suo immediato predecessore, dal vicepresidente, dal segretario, dal tesoriere e da altri membri, in numero stabilito dal Club e scelti tra i soci in regola con gli obblighi sociali. Tutte le decisioni e le azioni del Club e del suo consiglio direttivo devono conformarsi ai provvedimenti contenuti nel presente statuto e a quelli stabiliti dal Rotary International. I Club presso istituti universitari sono soggetti agli stessi regolamenti e norme stabiliti dalle autorità competenti per tutte le organizzazioni studentesche e per le attività extracurriculari presso l’istituto. Il consiglio direttivo è responsabile di tutti i dirigenti e le commissioni del Club e può, per motivi validi, dichiarare qualsiasi posto vacante. Esso può inoltre costituire un comitato d’appello contro le decisioni dei dirigenti e le azioni delle commissioni.
  3. Dirigenti e membri del consiglio direttivo del Club sono rinnovati ogni anno. Le elezioni devono avvenire entro il 1° marzo e richiedono la semplice maggioranza dei soci presenti e in regola con gli obblighi sociali. Il mandato dei dirigenti e dei membri del consiglio direttivo dura un anno. Non è ammessa una durata inferiore del mandato, se non tramite previa autorizzazione scritta da parte del Rotary club sponsor.
  4. Tutti i dirigenti entranti del Club, inclusi i membri del consiglio direttivo e i presidenti di commissione, devono partecipare a un corso di formazione tenuto dalla commissione distrettuale Rotaract.

Art. 7 — Attività

  1. Entro i limiti previsti al precedente art. 3, comma 1, il Club è responsabile della pianificazione, organizzazione, sponsorizzazione e conduzione delle proprie attività, per le quali è tenuto a procurare fondi, manodopera e creatività a meno che le iniziative non siano intraprese in collaborazione con altre organizzazioni, nel qual caso le suddette responsabilità saranno condivise.
  2. Tra le varie attività, il Club è tenuto a intraprendere almeno due progetti all’anno, uno a livello locale e l’altro finalizzato a promuovere l’intesa tra i popoli. Entrambe le iniziative dovranno coinvolgere la totalità o la maggioranza dei soci.
  3. Il Club è tenuto a implementare un programma di sviluppo professionale per i soci.
  4. Il Club è responsabile di procurare i fondi necessari a svolgere le proprie attività. Nel fare ciò, è tenuto ad accettare solo l’assistenza finanziaria occasionale e sporadica dal proprio Rotary club sponsor; non può sollecitare contributi da altri club rotariani o da Club Rotaract; e non può sollecitare contributi da individui, aziende od organizzazioni senza fare qualcosa di significativo in cambio. Tutti i fondi raccolti per iniziative d’intervento vanno destinati a questo fine.

Art. 8 — Commissioni

  1. Il Club dovrà istituire le seguenti commissioni permanenti: azione interna, azione internazionale, azione di interesse pubblico, sviluppo professionale, finanze ed eventuali altre ritenute necessarie per l’amministrazione del Club.
  2. Il presidente, con l’approvazione del consiglio direttivo, ha la facoltà di nominare commissioni speciali indicandone i compiti al momento della nomina. Il mandato di tali commissioni dura fino alla conclusione dei lavori per cui sono state istituite, fino a quando non sono sciolte da chi le ha istituite, o fino al termine del suo mandato, a seconda di quale delle tre circostanze si verifichi prima.

Art. 9 – Quote Sociali

  1. Al momento della costituzione di un Club Rotaract, il Rotary club sponsor è tenuto a pagare una quota di 50 USD (cinquanta dollari) al RI usando il “Modulo di certificazione del Rotaract Club”.
  2. Le quote sociali sono nominali e finalizzate alla sola copertura delle spese amministrative del Club. Le attività e le iniziative intraprese dal club sono finanziate da fondi raccolti in altro modo e provenienti da altre fonti. Ogni anno tutte le operazioni finanziarie del Club saranno sottoposte a revisione contabile da affidare ad una persona competente.

Art. 10 — Accettazione dello Statuto e del Regolamento

I diritti e i privilegi dell’adesione al Club si basano esclusivamente sull’accettazione, da parte del socio, dei principi del Rotaract quali sono definiti dallo scopo e dagli obiettivi del programma, nonché sul suo impegno a rispettarne lo Statuto e il Regolamento. Nessun socio sarà sciolto da quest’ultimo obbligo semplicemente perché afferma di non aver ricevuto copia dei documenti in questione.

Art. 11 — Regolamento tipo

Il Club è tenuto ad adottare il “Regolamento tipo del Club Rotaract”, insieme con eventuali emendamenti ritenuti necessari all’amministrazione del Club, ammesso che tali emendamenti non entrino in conflitto con il presente Statuto e la loro approvazione tenga conto di quanto stabilito in proposito dal Regolamento.

Art. 12 — Emblema

  1. L’emblema del Rotaract è conservato ad uso e beneficio esclusivo dei soci del Club, che hanno diritto di indossarlo o esporlo in maniera dignitosa e appropriata. Tale diritto cessa nel momento in cui i soci lascino il Club o il Club stesso è sciolto.
  2. L’emblema può essere utilizzato senza ulteriori elementi qualificativi dai singoli soci, ma se rappresenta il Club deve essere accompagnato dal nome.

Art. 13 — Durata dell’associazione

Il Club esisterà fintantoché continuerà a operare in conformità con le norme contenute nel presente Statuto e con le direttive del Rotary International sul programma, oppure fino al suo scioglimento a) da parte del Club stesso, b) da parte del Rotary club sponsor o c) da parte del Rotary International, per violazione delle norme contenute nel presente Statuto o per altri motivi.

In caso di scioglimento, il Club e i suoi soci rinunceranno a tutti i diritti e i privilegi derivanti dall’adesione al programma Rotaract.

Art. 14— Amministrazione

Lo Statuto può essere emendato solo dal Consiglio centrale del Rotary International e qualsiasi emendamento approvato e apportato allo “Statuto tipo del club Rotaract” modifica automaticamente il presente Statuto.